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Meditazione: in cosa consiste, tecniche e benefici

La parola “meditazione” deriva dal latino “meditatio”, e il suo significato è “riflessione, pensiero, pratica, esercizio”. In un certo senso, la meditazione è una forma di riflessione e di esercizio della mente, e ha lo scopo di favorire il rilassamento psicologico – e, di conseguenza, anche fisico – attraverso la messa in atto di diverse tecniche.

La meditazione può apportare molti benefici per il nostro benessere. Anche se non si tratta di un’attività che può piacere a tutti, molti affermano di averne tratto grandi vantaggi e di non poterne più fare a meno. Ecco quali sono i tratti principali della meditazione e le sue tipologie più diffuse, in particolare quella denominata “mindfulness”, assieme ad alcuni consigli per cominciare a meditare da zero.

 

Meditazione: cos'è e i benefici per il benessere di mente e corpo

Quando si parla di meditazione, si intendono tutta una serie di pratiche di concentrazione interiore e di tecniche di rilassamento che possono avere diverse finalità. C’è chi la apprezza per questioni religiose – per questo, del resto, è nata la meditazione – e chi invece per trarne vantaggi nella gestione dello stress, nell’acquisizione di una maggiore consapevolezza o per cercare di migliorare le proprie condizioni di salute psichiche.

Normalmente, quando si pensa alla meditazione, ci si immagina una persona seduta in un luogo appartato, in silenzio, tutta intenta a riflettere su un pensiero o una singola sensazione. Di fatto, l’immagine è calzante: la meditazione ha proprio l'obiettivo di rivolgersi al momento presente abbandonando ogni pensiero negativo. Attraverso questo, è possibile affrontare i propri timori e cercare di superarli per raggiungere gli scopi che ci si era prefissati.

Alla base di tutte le diverse teorie e tecniche di meditazione, infatti, c’è la consapevolezza che il nostro cervello non stia fermo un attimo, e venga assediato ogni giorno da molti pensieri. Grazie alla meditazione, però, è possibile addestrare la propria mente a gestirli.

Ciò, nell'esperienza di chi pratica assiduamente la meditazione, può apportare numerosi benefici nella propria vita quotidiana, e avere un effetto positivo sia sulla mente (in chi soffre di ansia ad esempio) che, in qualche misura, sul corpo.

È vero che non per tutti tale pratica risulta essere così tanto efficace: tuttavia, non si può negare che grazie alla meditazione è possibile riposarsi e rilassarsi. Non a caso, tutte le tecniche e le tipologie specifiche proposte dalla tradizione, si focalizzano sul controllo del respiro, allo scopo proprio di raggiungere la calma e un sentimento di quiete interiore.

Per molti, infine, la meditazione permetterebbe anche di conoscere meglio se stessi. Attraverso la concentrazione su di sé, infatti, sarebbe possibile acquisire una maggiore consapevolezza dei propri limiti e delle proprie potenzialità.

 

Meditazione: le tipologie

Esistono o sono esistite, nella storia, moltissime tipologie diverse di meditazione; si distinguono, generalmente, in base alla loro origine, ai loro obiettivi ultimi e alle tecniche che impiegano. Tra le più comuni possiamo ricordare:

  • la meditazione zen, detta anche zazen. Si tratta della più celebre, quella nata quasi 1500 anni fa dal pensiero buddhista. Si è poi diffusa in tutto il mondo, tanto che ancor oggi, al concetto di meditazione, si associa perlopiù l’immagine del monaco seduto su un cuscino a occhi chiusi, con spalle distese e gambe incrociate, appunto in posizione zen. Attraverso le tecniche zen, sarebbe possibile acquisire maggiore consapevolezza di sé e autocontrollo;
  • la meditazione vipassana, anch’essa derivante dalla tradizione buddhista. Rispetto alla meditazione zen è focalizzata maggiormente su aspetti di natura spirituale. Inoltre, punta a migliorare la quotidianità di chi la pratica attraverso l’incremento della concentrazione e un percorso di autoconsapevolezza.  Talvolta, può fare parte di un progetto più ampio di cambiamento della vita, che include anche il miglioramento delle proprie abitudini, per esempio in fatto di alimentazione;
  • la meditazione trascendentale è, invece, ben più recente: l’ha descritta un maestro di yoga indiano attorno agli anni ’50 del secolo scorso, e si è poi diffusa assai presto. Ciò è stato possibile grazie alla sua promessa di garantire a chi la pratica l’acquisizione dell’armonia con se stessi e gli altri. Ciò che più la caratterizza è la ripetizione di un mantra, ossia di una parola, di un suono o di una frase fissa (talvolta anche una preghiera), con lo scopo di visualizzare un singolo concetto nella propria mente e favorire la concentrazione;
  • la meditazione ho’oponopono ha origine in tutt’altra parte del mondo: si tratta di un’antica tecnica di guarigione interiore hawaiana. Questa forma di meditazione coinvolge anche aspetti etici e spirituali e mira a migliorare l’individuo aiutandolo a ritrovare, passo passo, un equilibrio nel rapporto con se stesso, la pace interiore e un recupero dell’energia fisica;
  • la meditazione dinamica e la meditazione camminata, infine, pur essendo molto diverse hanno in comune il fatto che vanno praticate in movimento. Grazie allo spostamento del corpo nello spazio, da svolgersi naturalmente secondo delle regole precise, colui che medita dovrebbe riuscire a ottenere risultati importanti a livello di rilassatezza e tranquillità.

 

Meditazione mindfulness: che cos'è

Una tipologia di meditazione oggi molto in voga è la cosiddetta meditazione mindfulness. Come indica il nome, si basa sull’ottenimento della consapevolezza di sé, sullo sviluppo della coscienza e sull’attenzione al presente, al qui e ora. L’obiettivo è mettere in sospeso nella nostra memoria il passato e le aspettative sul futuro.

Dal punto di vista pratico, la meditazione mindfulness impiega numerose tecniche buddhiste, o comunque derivate da questa tradizione spirituale e filosofica, in un contesto però del tutto differente. Le tecniche tradizionali vengono infatti svuotate degli aspetti più propriamente religiosi e centrate invece sull’individuo e sul suo benessere.

L’obiettivo è quello di rendere chi pratica la mindfulness pienamente consapevole, portandolo ad abbandonare pensieri e ricordi negativi, per abbracciare invece la propria interiorità. In questo modo, diventerebbe possibile controllare le proprie emozioni, e imparare così a sottrarsi alle occasioni di sofferenza.

La meditazione mindfulness sta conoscendo una fama sempre più ampia ai giorni nostri. Questo perché utilizza metodologie antiche e note, ma in un contesto più accessibile per chi cerca semplicemente un mezzo per recuperare il benessere perduto. Sebbene la sua efficacia vari ovviamente caso per caso, questa forma di meditazione è impiegata talvolta anche in occasione di problematiche emotive difficili da superare.

L’idea di base è quella di imparare a osservare e accettare la propria realtà presente, senza giudicarla, condannarla o fuggirla. Questo concetto si rifà alla nozione buddhista di “illuminazione”: solo comprendendo a fondo noi stessi e ciò che ci sta attorno potremo essere in grado di migliorarci.

 

Praticare meditazione: da dove iniziare

Ecco, infine, alcuni consigli per iniziare a praticare la meditazione da zero.

  • Occorre, innanzitutto, chiedersi se sia necessario ricorrere a dei maestri e a un corso specifico, oppure se non sia meglio tentare autonomamente di trovare la propria via alla meditazione. La scelta dipende dal carattere e dall’esperienza di ciascuno: nulla vieta, però, di iniziare da soli e poi, nel caso, cercare una guida in un training esterno.
  • Per praticare meditazione è indispensabile trovare il tempo e il luogo più adatti. Occorre ritagliarsi almeno una decina di minuti del proprio tempo, possibilmente sottraendolo a qualche attività stressante; in alternativa si può praticare dopo un’attività riflessiva e calma come la lettura. È altrettanto importante cercare uno spazio comodo e silenzioso (oppure con una musica appropriata di sottofondo), tale da favorire il rilassamento del corpo e della mente.
  • Un elemento fondamentale in tutte le forme di meditazione è il controllo del proprio respiro. Regolare la forza e la frequenza della respirazione richiede di mantenere un’attenzione costante su di sé, mentre il respiro profondo aiuta il relax e il benessere e può favorire una riduzione momentanea della sensazione di stress;
  • Attenzione anche alla posizione del corpo. La schiena dovrebbe essere dritta ma non tesa, così da scoraggiare il sonno ma favorire il rilassamento. Lo stesso vale per la testa e le spalle. In genere si sta seduti a terra, specie se ci si trova in casa, ma è possibile provare altre posizioni, a seconda del metodo e delle tecniche previste dai diversi tipi di meditazione.
  • Anche se sembra banale, è importante ricordare che la meditazione non va mai praticata controvoglia o frettolosamente: non dovrebbe mai diventare un dovere, o essere intesa come un rimedio ad effetto immediato. La meditazione, al contrario, richiede uno studio attento delle tecniche più adatte, nonché calma, pazienza e convinzione. Solo in questo modo si possono ottenere dei benefici nel corso di un cammino continuativo.
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